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Il micro-living in una stanza: l’evoluzione del concetto casa...

27 Settembre 2018

Il micro-living in una stanza: l’evoluzione del concetto casa...


Il micro-living in una stanza: l’evoluzione del concetto casa per i millennials

Martedì 25 settembre la nostra Responsabile Marketing e Comunicazione Sara Taddei ha partecipato come relatrice al convegno CDV Conference “Microliving: la casa da bene a servizio”. Partendo dall’esperienza in DoveVivo Sara ha portato una prospettiva laterale del fenomeno, focalizzata sul target dei millennials.

All’interno di un più ampio concetto di sharing economy, i giovani hanno imparato che condividere le cose porta molti più vantaggi rispetto al possederle – condividono auto, bici, oggetti. Condividono anche la casa e lo fanno in un modo nuovo: sempre più chiaramente sta emergendo un nuovo concetto di casa e si iniziano a intercettare nuove esigenze e nuove tendenze che caratterizzeranno l’abitare del futuro.

Una delle tendenze va certamente nella direzione dell’autonomia. Si punta infatti ad avere “una bolla tutta per sé”, magari piccola ma superaccessoriata e indipendente. In questo senso, il microliving può essere la risposta. Ma per i giovani millennials, l’ideale è che questa bolla sia inserita all’interno di uno spazio in cui convivono altre micro bolle e aree comuni da vivere insieme. Questo perché se da un lato hanno la necessità di isolarsi, coerentemente con il trend dell’individualizzazione di cui tanto si parla, dall’altro sono alla ricerca di nuove forme di comunità che non coincidono più con la famiglia, ma con la cerchia degli amici o dei compagni di studi. E questa è la visione “laterale” del microliving del modello DoveVivo: shared housing, ossia stanze in condivisione, che diventano il microcosmo in cui trova rifugio il millennial fuorisede, lo spazio intimo in cui ritrova la sua privacy all’interno però di una situazione abitativa più ampia e canonica, la casa, con tutti i servizi e utilities in condivisione con altri inquilini.

In comune le due formule hanno l’essere smart: razionalizzazione, semplificazione e modularità sono le parole chiave condivise, volta a minimizzare gli spazi ma massimizzare la qualità della vita.

La peculiarità del modello DoveVivo rispetto al micro living è invece la condivisione, intesa come parte integrante della proposta: nelle case DoveVivo si condividono le spese, si condividono gli oggetti per un uso più smart, si condivide soprattutto un’esperienza.

Quello che ha concluso la nostra Responsabile Marketing e Comunicazione è che non esiste una strada unica, microliving e shared housing non sono soluzioni alternative ma due possibili risposte – probabilmente legate allo specifico stadio della vita in cui si trova l’individuo – a una domanda: quale forma di convivenza ci permette di esprimere al meglio la nostra identità oggi, sapendo, tra l’altro, che potrà cambiare domani? In generale, quello che si può dire è che per i millennials il cambio di prospettiva parte dal fatto che conta più dove sei e meno quanti metri hai a disposizione.

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