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La recessione è (soprattutto) nell'occhio di...

27 Febbraio 2019

Economy

La recessione è (soprattutto) nell'occhio di...


Nel quarto trimestre il Pil italiano si è contratto dello 0,2%. Persino la Cina rallenta. Ma crescere senza crescita è possibile: Donato Iacovone, amministratore delegato di Ernst & Young in Italia spiega come.
«IL PROBLEMA RECESSIONE LO VIVRANNO ACUTAMENTE SOLO LE IMPRESE CHE OPERANO IN PREVALENZA IN ITALIA. CHI ESPORTA NO. Tra l'altro, la gran parte della nostra produzione trova i suoi clienti tra quel 5% della popolazione mondiale che rappresenta la maggioranza dei più abbienti, cioè coloro i quali non hanno problemi di congiuntura economica»: Donato Iacovone, amministratore delegato di Ernst & Young in Italia, ha focalizzato in tanti anni di consulenza strategica una visione nitida delle risorse che il nostro Paese ha, pur con il suo tessuto di imprese più piccole e meno integrate di quelle di molti paesi concorrenti. E ritiene che a certe condizioni il rallentamento della congiuntura possa essere un handicap irrilevante per chi faccia leva appunto su queste risorse.

Per leggere l'intervista integrale e visualizzare la classifica riportata qui sotto clicca sul link "Leggi tutto" in fondo alla notizia.

Il made in Italy sa dare il meglio di sé proprio durante le crisi economiche: lo certifica la statistica del Financial Times, anche se non se n'è accorto
E’ proprio vero che dalle difficoltà nascono le opportunità. Lo dimostra la massiccia presenza italiana nella FT1000, la classifica delle mille aziende europee a più forte crescita su base triennale elaborata da Statista per il Financial Times, proprio negli anni della crisi: sono ben 186 le aziende italiano che figurano nella FT1000 2012/15. Per capirci: nell'ultima edizione, quella relativa al triennio 2013/16, a ripresa conclamata, la quota italiana è scesa a 105 presenze su mille, quasi dimezzo la presenza dal 18,6% al 10,5%. E non perché siamo diventati "meno bravi", ma perché col vento in poppa navigano bene anche gli altri. Ma, evidentemente il made in Italy, in termini di creatività, strategia e capacità di cogliere le opportunità, non teme confronti. Ma se è inevitabile crescere quando si parte da zero, Economy ha voluto andare oltre, scovando le imprese che, già con qualche anno di vita alle spalle (abbiamo preso in considerazione solo quelle nate prima del 2008) non solo hanno attraversato indenni la crisi, ma sono riuscite a crescere. Sorprendentemente, la fotografia scattata da Economy racconta un'Italia fuori dagli stereotipi: nella nostra Top30 la parte del leone non la fanno i servizi, ma le aziende manufatturiere. E il Mezzogiorno si scopre un coprotagonista d'eccellenza nel quadro economico nazionale.

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