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Milano, case vuote del Pio Albergo Trivulzio diventano residence

21 Agosto 2018

La Repubblica

Milano, case vuote del Pio Albergo Trivulzio diventano residence


Sessanta abitazioni, distribuite in diversi palazzi tra il centro e la periferia. Tutte sfitte e da ristrutturare. Ma, d'ora in poi, in capo a un'unica società, che con una offerta di oltre 450mila euro all'anno, è riuscita ad aggiudicarsele in blocco, per farne dei residence, destinati a manager, lavoratori e studenti fuorisede, magari anche turisti. Succede al Pio Albergo Trivulzio, che ha appena chiuso il bando e aggiudicato, con un rialzo complessivo di circa 100mila euro rispetto alla base d'asta, tre lotti di abitazioni a DoveVivo, società per azioni che si occupa di gestione immobiliare a Milano - ma anche a Bologna, Roma, Como, Torino - affittando stanze singole, piccoli appartamenti e monolocali. «È una modalità di affitto moderna, adatta a una città come Milano - ragiona il direttore generale del Trivulzio, Claudio Sileo - .

Per il Pat, è una formula molto conveniente: alla stessa società, in una volta sola, vengono affittate diverse abitazioni, che finora erano vuote e quindi per l'ente rappresentavano soltanto un costo, senza alcun guadagno. Non solo: in questo modo, si dà il via libera una riqualificazione degli immobili, che dovranno essere ristrutturati dall'azienda vincitrice del bando. E si avvia un rinnovamento dei condomini dove queste case si trovano, visto che in questo modo si permette di variegare l'utenza».

Ricapitoliamo. Lo scorso luglio la Baggina - un patrimonio immobiliare accumulato grazie a lasciti e donazioni: valore, circa 400 milioni - ha offerto in affitto, con un bando ad hoc e suddivisi in tre lotti, sessanta appartamenti. Molti all'interno di un comprensorio in via Paolo Bassi 22, tra Zara e viale Marche. Ma non solo: ci sono case in via Moscova, piazza Mirabello, piazza del Carmine, corso di Porta Romana. Tutte vuote e da ristrutturare. Il bando di gara è stato destinato non a utenti privati, bensì a società, specializzate nell'accoglienza e negli affitti brevi: una formula che il Pat aveva già sperimentato la scorsa estate con due immobili in via Curtatone e Porta Romana.

E, adesso, ripetuta: del resto, la convenienza per la Baggina è notevole. Visto che in un colpo solo riesce ad affittare a un unico soggetto, con bilancio solido, tutti gli appartamenti. Garantendosi un contratto lungo dodici anni (sei anni rinnovabile di altri sei), nonché l'impegno da parte della società vincitrice di ristrutturare completamente nell'arco di quattro mesi tutte le case. Affrontando, tutta da sola, costi notevoli: per i tre lotti di case, il valore della ristrutturazione secondo quanto calcolato dai tecnici del Pat, supera gli 880mila euro.

Al bando, chiuso a inizio agosto, hanno partecipato sei aziende: tra queste, allora, a presentare l'offerta più alta è stata la DoveVivo, con sede in viale Stelvio e nata nel 2007. L'azienda, si legge nel loro sito, «prende in locazione appartamenti di proprietari privati con contratti di lungo periodo e, successivamente, affitta le singole camere a studenti e giovani lavoratori». Con ricavi, a fine 2017, per 14,2 milioni e utili per 517mila euro. Un bel colpo, insomma, per la Baggina. Che si frega le mani, grazie alle entrate (sulla carta) sicure, che così si è garantita da qui al 2030.

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