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Nel mercato immobiliare arriva il property finder

20 July 2019

Il Sole 24 Ore - Plus 24

Nel mercato immobiliare arriva il property finder


Se i tassi di interesse dei mutui spingono a guardare all'acquisto casa con un rinnovato interesse e una maggiore fiducia rispetto a qualche tempo fa, la ricerca dell'immobile giusto e la produzione e verifica di visure e certificati spesso possono richiedere tempi molto lunghi.

A dare slancio e trasformare il mercato immobiliare non sono solo Euribor e spread, ma anche l'insorgere di nuove esigenze da parte dei risparmiatori che portano all'affermarsi di figure professionali diverse. La possibilità di individuare la casa dei sogni o investire in immobili senza lo stress di una ricerca lunga e complessa, ad esempio, si traduce per il mercato italiano nell'adozione di una professionalità di stampo anglosassone: il property finder, il "cacciatore di immobili" destinato a cambiare il mondo della consulenza. Un ruolo diverso da quello dell'agente immobiliare tradizionale e che in Italia conta ancora pochi specialisti. UpTown ha scelto di investire su questa nuova professionalità. La società gestisce tra le 70 e le 80 operazioni l'anno per una clientela equamente distribuita tra investitori (40%) e privati alla ricerca dell'appartamento dove abitare (40 per cento). «Non è un caso che questo nuovo servizio muova i primi passi a Milano - spiega Stefano Ferraguti, amministratore delegato di UpTown -. Qui il mercato cresce a ritmi più elevati, con diminuzione dei tempi di permanenza sul mercato di prodotti validi, aumento dei prezzi in una città in continua espansione e calo dell'attenzione al cliente da parte degli attori tradizionali». In questo scenario si inserisce l'aumento della domanda, anche da parte di investitori. «Si tratta di soggetti interessati a piccole e medie operazioni di trading - aggiunge Ferraguti -, nell'ambito dei 2 milioni di euro, o che scelgono di acquistare per mettere a reddito l'immobile, andando spesso nella direzione degli affitti brevi. Non ci limitiamo all'analisi delle esigenze della clientela e alla ricerca dell'immobile, il nostro compito è anche quello di offrire consulenza in ambito legale e accompagnare l'acquirente alla stipula del contratto con l'agenzia o con il proprietario, fino a offrire assistenza in ambito ristrutturazione».

Alla base dell'attività di property finding c'è un cambio di paradigma importante che avvicina il mercato italiano a quello anglosassone, con il superamento dell'intermediario immobiliare. «Il property finding - commenta Angelo Cinel, amministratore delegato di Wire Consulting - è un servizio sempre più apprezzato dalla clientela italiana, che presenta margini di crescita nonostante le caratteristiche diverse dell'immobiliare nazionale rispetto a quello inglese. Per affermarsi dovrà puntare sulla profonda conoscenza del mercato di riferimento e sulla capacità di offrire consulenza sempre più mirata». Wire Consulting, società di consulenza immobiliare, è specializzata nei servizi per chi acquista o investe all'estero.

Nell'ultima decade è raddoppiato il numero di italiani che ha comprato un immobile oltre confine: ogni dieci compravendite, infatti, una ha interessato il mercato estero. «C'è chi vuole acquistare una seconda casa - spiega Cinel -, e punta soprattutto su Spagna o Grecia, e chi vuole diversificare gli investimenti, guardando soprattutto a Stati Uniti (con New York e Miami che rappresentano il 70% del mercato a stelle e strisce) ed Europa». Per chi vuole investire scegliendo il "classico" mattone, ma innovando la formula con cui metterlo a reddito, DoveVivo, co-living company nata nel 2007 e arrivata a contare circa mille immobili gestiti in 5 città, propone un servizio nuovo. Come i property finder, agisce in qualità di "cacciatore di immobili". «Per conto dei nostri clienti - racconta Valerio Fonseca, amministratore delegato di DoveVivo - selezioniamo le migliori opportunità sul mercato e ci occupiamo sia della fase di ristrutturazione, comprensiva della consulenza relativa ai possibili vantaggi fiscali, che della gestione dell'investimento stesso, applicando la formula del co-living. Si tratta di un servizio nuovo sul quale investiremo molto nei prossimi anni, partendo dalle risorse umane e portando il nostro team da 90 a 110 persone».

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