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Co-living, come affittare evitando morosità e rischi

18 March 2019

La Repubblica - Affari e Finanza

Co-living, come affittare evitando morosità e rischi


Il caso DoveVivo: assicura ai proprietari contratti 4+4, entrate continue, sicure e manutenzione. Poi affida gli alloggi a studenti e lavoratori

La logica è la stessa del co-working, solo che in questo caso non si tratta di condividere degli spazi solo per esigenze di lavoro, ma anche di vita. Tra i settori più promettenti in questo periodo vi è il cosiddetto co-living, sul quale punta DoveVivo, azienda nata dodici anni fa che ha chiuso il 2018 con un fatturato di 21 milioni di euro (un terzo in più dell'anno precedente) e può contare su un portafoglio composto da 900 unità immobiliari e circa 4mila stanze distribuite tra cinque città: Milano e hinterland, Bologna, Roma, Torino e Como. «Attraverso il lavoro di un team composto da 90 persone ci rivolgiamo ai proprietari di case e di interi stabili interessati a una rendita certa, occupandoci di tutti gli aspetti della gestione di una proprietà immobiliare come sfitto, insolvenza e burocrazia» racconta Valerio Fonseca, founder e ceo della società.

Secondo diverse ricerche, sono tra 6 e 7 milioni le abitazioni sfitte presenti in Italia. Immobili che il più delle volte restano vuote perché i proprietari temono che, tra rischio morosità e difficoltà nel trovare inquilini e nel gestirne le esigenze, l'impegno non sia tale da giustificare il ritorno atteso. Solo che questo significa farsi carico di una serie di costi, dalle imposte sugli immobili al canone condominiale. «È a questa esigenza che risponde la nostra azienda, siglando con il proprietario un contratto di locazione con una durata minima di 4+4» racconta Fonseca. Una volta raggiunta l'intesa, il primo ha la certezza di ottenere l'affitto concordato mese dopo mese, senza doversi occupare di altro.

Anche se inevitabilmente dovrà considerare il guadagno dell'azienda in questione: «Statistiche di mercato indicano che in una città come Milano, i locatari cambiano in media ogni 25 mesi. Quindi ci vogliono diversi mesi per trovarne un altro e questo comporta per il proprietario, oltre che tempo da dedicare alla ricerca, anche una dispersione del guadagno (dovuto al periodo in cui l'immobile resta sfitto, ndr) di circa il 10%. Molti si affidano agli agenti per trovare un sostituto e anche questo è un costo che viene evitato affidandosi a un servizio come il nostro. Senza dimenticare che ci facciamo carico dei rischi di morosità, che in Italia pesano in media per il 5% dei ricavi legati agli affitti». Tirando le fila, la società stima un risparmio a lungo termine del 30%, che consente al proprietario di fare una pianificazione finanziaria sugli incassi attesi.

Cosa succede se ad esempio si rompe la caldaia o c'è un problema all'impianto elettrico? «Anche in questo caso, se ne occupa la nostra azienda» ribatte Fonseca. Che spiega come avviene la scelta degli inquilini: «Puntiamo a mettere in una stessa casa profili simili: tutti studenti o tutti lavoratori, in modo che abbiano le stesse esigenze e vengano così favorite le opportunità della convivenza». Il vantaggio per gli affittuari è quindi di poter avere a disposizione un interlocutore specializzato se e quando emergono dei problemi, oltre al fatto di poter fare i conti con un prezzo tutto incluso, senza oscillazioni relativamente ai costi condominiali e alle bollette relative alle utenze domestiche. Un servizio di questo tipo inevitabilmente restringe la platea di clientela potenziale. «È vero, ci collochiamo su una fascia media e alta di domanda. Ma consideriamo anche che si tratta di una fetta di mercato destinata inevitabilmente a crescere perché il mercato del lavoro diventa sempre più flessibile e la formazione universitaria diventa sempre più nomade comportando frequenti spostamenti. Quindi saranno sempre più coloro che preferiranno prendere una casa o una singola stanza in locazione, senza oneri di gestione protratti nel tempo».

Questo basterà a tutelare la posizione di leadership conquistata da DoveVivo a livello europeo, considerato che le barriere all'ingresso in questo business non sono elevate? «Proprio perché siamo il più grande ed industrializzato player, stiamo lavorando a nuove iniziative possibili solo per chi può generare economie di scala. Servizi che possano trasformare i nostri inquilini in una sharing community, inserita in un sistema di bisogni e risorse. Il nostro obiettivo è arrivare a 100 milioni di ricavi entro un quadriennio, anche puntando su un arricchimento dell'offerta che coinvolga la community di proprietari, inquilini e gli altri interlocutori coinvolti, offrendo servizi offline e online, anche attraverso l'app che abbiamo da poco sviluppato». 

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